DOZZA E IL MURO DIPINTO

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ROCCA DI DOZZA

L a Rocca di Dozza è un monumeto di origine medievale, trasformato da Caterina Sforza in castello fortificato. In epoca rinascimentale è stato adibito a residenza nobile per volontà dei Campeggi e dei Malvezzi, due potenti famiglie senatorie bolognesi. Il complesso si presenta come casa museo di cui si offre la visita organizzata su tre percorsi: la Fortezza medievale-rinascimentale, la Residenza rinascimentale, la Residenza settecentesca. La pregevole arredamento, i quadri e gli oggetti storici dei Malvezzi-Campeggi decorano in modo suggestivo le nove sale del piano nobile e la cucina storica.

DOZZA

Il romano CASTRUM DUCIAE è divenuto poi nel corso dell’epoca medievale DUCIA, DUTIA, DUZA e infine l’attuale DOZZA: tutti questi nomi sono riconducibili a “doccia”, un condotto  per l’acqua, un elemento prezioso per queste terre; la mancanza d’acqua nel sottosuolo ne ha caratterizzato il nome e la storia fino ai toponimi delle chiese (S. Maria Assunta in Piscina, S.Lorenzo in Piscerano). La rocca e la rocchetta con il rivellino (la caratteristica fortificazione militare a 2 fianchi distaccati che sale verso la scarpata interna) sono del 13° secolo. Successivamente all’epoca delle Signorie (15° e 16° secolo) Dozza fu dominio prima di Caterina Sforza che definì l’aspetto attuale della Rocca, poi dalla fine del 16° secolo passò sotto il dominio dei marchesi Campeggi-Malvezzi, che ne accentuarono l’appeal militare: ritratti secenteschi e settecenteschi di appartenenti ai due casati sono visibili all’interno della Rocca, dentro la quale meritano una sosta anche la Sala dei supplizi, le antiche prigioni, la suggestiva cucina. L’antico assetto del borgo medievale di Dozza, rimasto inalterato nei secoli, è stato oggetto negli anni 2000 di un restauro conservativo dell’acciottolato di Via XX Settembre, che ha permesso di riaprire le feritoie, recuperare l’antica fontana e portare alla luce una grande olla di fine Ottocento, visibile ora all’ingresso della Rocca, e acquisita dal Comune nel 1960.

ROCCA SFORZESCA DI IMOLA

La rocca, la cui costruzione risale al 1261, è uno dei massimi esempi di fortezza rinascimentale della regione. Sono molti gli ospiti che ha accolto tra le mura: da Niccolò Machiavelli a Caterina Sforza, da Cesare Borgia a Leonardo da Vinci. Proprio quest’ultimo, dall’alto delle torri, disegnò, nel 1502, la celebre Pianta di Imola, oggi custodita alla Royal Library di Londra. Ad impreziosire le raccolte museali troviamo una rara collezione di armi antiche e un prestigioso allestimento di ceramiche medievali e rinascimentali.

BIBLIOTECA DI IMOLA

La Biblioteca comunale di Imola trae la sua origine dalla biblioteca dei minori conventuali di Imola. L’iniziativa di realizzare una libreria all’interno del convento francescano si deve al padre Giuseppe Maria Setti, che, a metà del Settecento, vincolò le sue rendite alla costruzione e al mantenimento di una biblioteca, ancora oggi conservata nelle settecentesche eleganti forme originarie. Durante la presenza francese, la biblioteca religiosa fu confiscata ai frati Minori e destinata al Comune. In questo periodo confluirono in San Francesco, in seguito alle requisizioni fatte alle soppresse corporazioni religiose, altre biblioteche ecclesiastiche imolesi, tra cui quelle dei Cappuccini, dei Gesuiti, dei Domenicani, dei Carmelitani, del Seminario. La biblioteca, denominata “nazionale”, fu aperta al pubblico l’11 gennaio 1799 con una cerimonia pubblica.

PALAZZO TOZZONI DI IMOLA

La dinastia dei conti Tozzoni rappresenta un esempio di residenza nobiliare abitata ben conservato. Abitata per secoli da famiglie dell’aristocrazia locale è divenuta in seguito museo pubblico. Conserva ancora intatti i propri arredi e suppellettili, insieme ad un’integra struttura architettonica tardo-barocca. Il ricco percorso espositivo si snoda attraverso sontuosi ambienti quali l’Appartamento Barocchetto, lo scalone d’ingresso ornato di statue opera di Cosimo Morelli, prestigiose quadrerie di dipinti, collezioni di stampe, medaglie, stucchi e ceramiche. Le cantine e gli spazi domestici del palazzo, anch’essi visitabili, ospitano una ricca collezione di strumenti ed attrezzi della civiltà contadina locale di grande interesse storico.

MUSEO DI SAN DOMENICO DI IMOLA

La pinacoteca nata a metà dell’Ottocento e posta nel chiostro dell’ex convento dei Santi Nicolò e Domenico, accanto all’omonima chiesa, custodisce dipinti di varie epoche e scuole. Al suo interno sono esposte opere di Innocenzo da Imola, Lavinia Fontana, Bartolomeo Cesi, A. Margotti, M. G. Dal Monte e G. Sartelli; nella sezione di arte contemporanea si affiancano opere di Guttuso, De Pisis, Casorati. Il Museo archeologico naturalistico di G. Scarabelli raccoglie reperti provenienti da giacimenti paleolitici e da siti dell’età del bronzo.

PALAZZO E PONTE ALIDOSI DI CASTEL DEL RIO

Il fortificato Palazzo Alidosi (XVI sec.), sede del comune, racchiude il rinascimentale Cortiletto delle tre fontane, con loggia sorretta da tre colonne e affreschi del pittore Giuseppe Pasini. Al suo interno si può visitare il Museo del Castagno e il Museo della Guerra, con oltre un migliaio di reperti bellici delle due guerre mondiali. Il piano interrato ospita la Cantinaccia, un luogo di accoglienza turistica, vendita, degustazione dei prodotti del territorio. Il Ponte Alidosi, autentico capolavoro di ingegneria civile, proclamato monumento nazionale nel 1897, possiede una struttura a schiena d’asino con un’unica arcata di 42 metri ed una freccia di 19 metri.

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Il bed & breakfast a Dozza  è situato  a pochi chilometri dall’Ospedale di Montecatone, specializzato in percorsi di cura per  Trattamento dei pazienti in condizione critica, trattamento delle Lesioni Midollari e  Trattamento delle Gravi Cerebrolesioni Acquisite.

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